Dichiarazione d’Intenti

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– C’è stato un periodo della mia vita in cui ho pensato che nulla potesse farmi rosicare più dei fashion blogger (sì, sappiate che lì fuori c’è una generazione di circa 30enni che, mentre faceva uno stage sottopagato, ha dovuto sopportare il Trauma Ferragni, cioè l’esistenza stessa di una che aveva una scarpiera che noi manco in 15 anni di lavoro, oltre a essere bionda, magra, con gli occhi azzurri e, quel che era peggio, più giovane di noi).

È stato solo quando ho scoperto l’esistenza dei Travel Blogger, TUTTAVIA, che l’entità del rosicamento da fashion si è rivelata una quisquilia, roba da dilettanti. Cosa erano quelle borse di vera pelle umana, al cospetto dello struggimento che il Travel Blogger mi suscitava? Nulla. Davvero nulla.

Così una parte di me ha iniziato a chiedersi perché loro sì e io no. Certo, fanno foto più belle delle mie. Forse sono più smart. Più famosi. Più seguiti. Magari non hanno un nome d’arte che evoca esplicitamente l’organo riproduttivo femminile. Ma insomma, ci siamo capiti. Perché loro sì e io no, cazzo?!

Quindi amici, sarò molto sincera con voi. Questo blog nasce con una mission assai chiara, con un intento bieco ed esplicito:  far sì che anche io possa viaggiare aggratise. Far sì che io diventi la vostra Syusy Blady.

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Ci credo abbastanza?

Al momento, mio malgrado, i posti in cui vado me li pago da sola, quindi non avete motivo di odiarmi. Inoltre, sempre perché me li pago io, non è che mi vedrete una settimana in Thailandia e la settimana dopo a Las Vegas. Lo ribadisco: questo è il punto a cui miriamo (diventare una GLOBE TROTTER a sbafo in strutture premium per due foto su instagram) ma NON è la condizione di partenza.

Mentre raggiungiamo (parlo al plurale perché il vostro benefico contributo sarà fondamentale) questo obiettivo, vi racconto i posti in cui vado. I posti che mi ispirano, quelli che tanto mi piacciono o tanto mi fanno cagare. Quelli su cui sento di avere qualcosa da dire, o da consigliare, o da suggerirvi.  Sappiatelo: non vedrete spiagge caraibiche qui, e non vi sentirete degli stronzi se non fate un viaggio intercontinentale dal 1998. Semplicemente, questo spazio raccoglierà i post a tema travel, che ho sempre piacere di scrivere ma che mi sembrano sempre troppo off-topic di là, sulla Vagina. Ergo, magari questo blog sarà aggiornato 1 volta al mese, però insomma, iniziamo, vediamo come va.

Ed eccolo l’intento vero da dichiarare (quello nobile, a parte quello becero di sgroccare ai tour operator): fare un travel blog plausibile e accessibile. Che parli di posti in cui quasi tutti possono più o meno andare, perché comunque è più facile andare in Puglia che alle Seychelles (a meno che tu non vada in Puglia in autobus, nel qual caso sarebbe più comodo andare alle Seychelles), più in gita sul Lago di Como che a fare backpacking in Asia. Insomma se lo faccio io, potete tendenzialmente farlo pure voi.

Va da sé che l’intento nobile varrà solo finché quello becero non avrà preso il sopravvento e non avranno iniziato a coprirmi di oro, incenso e mirra.

Concludo confessandovi anche che non sono una buona viaggiatrice. Ho un senso dell’adattamento assai scarso, e pure quello dell’orientamento ha le sue pecche. Non sperimento le cucine straniere con disinvoltura. Il mio inglese, ciò va pure ammesso, non è più quello d’un tempo. Il pensiero di fare una valigia mi ammorba come non potete immaginare e, ogni volta che mi muovo, porto una quantità insensata di roba appresso, di cui almeno un terzo oggettivamente inutile. Dormo malissimo se dormo in compagnia, o se ci sono rumori, o zanzare, o caldo. Quel che è peggio, sono un soggetto stitico già nella quotidianità. Figurati se mi metti in un altro continente.

EPPURE, nonostante tutto ciò, a me piace viaggiare, scoprire, fare foto, guardare le persone, conoscerle. E allora, siccome in questi ultimi mesi mi sono mossa abbastanza per i miei standard (sono stata a Madrid, a Londra, a Lisbona, ad Amsterdam, in Toscana, in Emilia, in Abruzzo, in Puglia), ho deciso di provare a scriverne, per scoprire l’effetto che fa.

Ed è dalla Puglia che partirò, perché finalmente mi sono presa un po’ di tempo per visitarla…

ps: siccome ci credo fermamente, i post saranno scritti (malamente, assai malamente) anche in inglese. Non giudicatemi male per il mio very bad and poor English, thanks.

pps: in alto a destra vedete il badge della pagina Facebook associata ar blog? Sì? Bene. Mena mè. Buttatecelo un like.

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19 thoughts on “Dichiarazione d’Intenti

  1. Pingback: Mission Statement | One day I will be a Travel Blogger

  2. sai che effettivamente non faccio un viaggio intercontinentale dal 1998?! ahahhah… però leggendoti mi sento meno sfigata!!! 😉 daje allora…. in bocca al lupo!

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  3. “Non sperimento le cucine straniere con disinvoltura. Il mio inglese, ciò va pure ammesso, non è più quello d’un tempo. Il pensiero di fare una valigia mi ammorba come non potete immaginare e, ogni volta che mi muovo, porto una quantità insensata di roba appresso, di cui almeno un terzo oggettivamente inutile. Dormo malissimo se dormo in compagnia, o se ci sono rumori, o zanzare, o caldo. Quel che è peggio, sono un soggetto stitico già nella quotidianità. Figurati se mi metti in un altro continente.”

    ecco. Fai dei bei post sulla sopravvivenza negli ambienti ostili. Come un milanese bio-docg nel traffico di Manila, una fashion blogger a Pechino, un bergamasco in mezzo ai kathoey a Bangkok, un salentino a Milano.
    Ti giuro manca. Sapessi la fatica di fare mangiare il serpente ai miei compagni di viaggio, almeno così li potrò spedire in una pizzeria poco vicino mentre griglio il crotalo.

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  4. Sono tornata ieri dalla Puglia in autobus con la Marozzi a Roma…hai ragione, più comodo e veloce (soprattutto!I) se andavo alle Seychelles. Nonostante i suoi collegamenti a dir poco estenuanti (vedi pure la famosa littorina che da Lecce mi ha portato a Gallipoli) adoro questa Terra che ho scoperto quest’anno tanto che appena tornata ho deciso di ripartire prendendomi altri due giorni di ferie (ebbene sì so matta). Detto ciò, non vedo l’ora di leggere il tuo intervento su questa magnifica regione 🙂

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  5. Travel bloger? Tsè, dilettante. Un esempio di vero rosicamento? Il mio ex compagno delle superiori che ha iniziato anni fa a fare lo steward di voli internazionali e te lo vedi far vacanze in mezzo mondo (poi, resti tra noi, metà di noi ex compagni pensa che spacci e che in realtà quei viaggi son frutto di guadagni illeciti perchè sono davvero davvero tanti…’ci suoi!).
    In ogni caso ovviamente ti seguo e ovviamente laiko!
    ps. son curiosa sulle impressioni di Lisbona, ci son stata in aprile (‘tacci loro e le salite)

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  6. ci piace!! devo dire che io con la moda non ho tutto sto feeling: cioè mi piacciono le sfilate e alcuni vestiti ma morta lì, però i travel blog sono sempre stati un punto debole assurdo. Ti capisco. 😀

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  7. Essere “dei globe trotter a sbafo in strutture premium per due foto su instagram” è lecito, ma secondo me significa essere un veicolo per una pubblicitá (come un banner su internet o uno spazio su una trasmissione tv) e non un viaggiatore.
    Da quello che scrivi mi sembra piu un capriccio che altro.

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