10 Consigli Reali per un Lungo Viaggio

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– Come alcuni di voi sanno, recentemente ho intrapreso un luuuuungo viaggio intercontinentale. Esperienza che non mi capitava da un pezzo, quindi, prima di raccontarvi i perché e i per come dei posti che ho visitato, lasciate che — con una disarmante onestà — vi racconti tutte le cose che ho sbagliato in questo viaggio e che voi, quando vi toccherà, non dovrete sbagliare, memori di questo post.

1. Quando uno è abituato a fare voli di 1 o 2 ore, agogna sempre il posto al finestrino in aereo. Figurati io che sono una post-romantichenji con velleità da scrittrice, se non voglio sentirmi libera di scrutare il pianeta da lassù. SBAGLIATO. Il livello di costrizione che proverete in volo, il disagio a rompere i coglioni agli altri passeggeri nottetempo, quando quelli dormiranno a bocca aperta tutti incastrati nelle cuffie, imbacuccati nel plaid e nella mascherina, non avrà eguali. Voi però dovrete pisciare. Non è colpa vostra.

2. Se come me non siete Paris Hilton e, oltre a indossare le mutande, viaggiate in economy, potete anche non portarvi il portatile perché lo spazio per “scrivere” non ce l’avrete. State sicuri. In compenso vi vedrete una carrellata di film come non facevate dall’ultima storia d’amore che avete chiuso, che siete rimasti per 3 mesi incancreniti sul divano col pigiama.

3. Dovete capire che in volo al nostro corpo succedono delle cose che – se capissi qualcosa di fisica o di pressione o di termodinamica o di ingegneria aerospaziale saprei spiegarvi. Ma purtroppo non capisco nulla di quanto succitato. Però potete fidarvi: in volo ci si gonfia. Ripeto: CI SI GONFIA. Non è che si gonfiano solo i piedi e le gambe, come uno s’aspetterebbe, che diventano due zamponi a stare per ore nella stessa posizione. Si gonfia anche la vostra pancia. SI GONFIA. Quindi, fatemi la cortesia, non fate i fighi come me che partite col jeans. Un bel pantalone di tuta. Una bella roba premaman. Un bel leggins leopardato. Quello che ve pare, ma che possa espandersi con voi, nulla che contempli una zip o dei bottoni.

4. Presumibilmente avrete anche l’esigenza di emettere flatulenze dal meno virtuoso dei vostri orifizi. Io vi consiglio di rilasciarle. Sappiate che io non ci sono riuscita, perché il mio pudore era tale da farmi serrare le chiappe con più veemenza che se Motumbo mi stesse minacciando di rettoscopia. Quindi sono arrivata che ero tipo il dirigibile dei Led Zeppelin. Non so se avete presente.

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5. Quando si va in un altro continente è quasi scontato avere problemi intestinali. Nel senso che è proprio una delle patologie più diffuse. Portatevi l’imodium, così evitate di sbracarvi addosso. Io, naturalmente, non ne ho avuto bisogno, poiché sono affetta dal problema inverso. Quindi, il bene di prima necessità che mi sono procurata giunta a destinazione, sono stati i KIWI, insostituibile panacea di tutti i mali per chi soffre di stipsi. Insomma, voglio dire, il primo passo per ambientarvi in un posto è farlo accettare al vostro intestino. Se si tratta di una permanenza superiore al weekend, dovete attrezzarvi da subito. La prima cacca normale che farete, indicherà che vi siete acclimatati, che vi sentite a casa. Utili in questo senso anche i fermenti lattici, iniziati prima del viaggio e proseguiti durante.

6. Evidentemente la metà delle cose che porterete in valigia non vi servirà. Ma io non vi giudico per questo. Nessuno come me può comprendere quanto sia importante portarsi delle ZEPPE in Asia. Delle decolté nere. Le All Star. Le sneakers. Due paia di infradito. Però, ecco, provate a fidarvi: se andate in un posto dove la temperatura media è 29 gradi con un tasso di umidità dell’85%, non vi servono TRE JEANS A ZAMPA per 2 settimane. Non li userete. Believe me.

7. Un’altra cosa inutile che porterete con voi, ma inutile davvero, saranno tutti i vostri prodotti per i capelli (e il diffusore per asciugarli, of course; la piastra, per le più temerarie). No raga, non si può capire cosa sia lì l’UMIDITÀ. Una roba che in confronto quando c’è il vento di scirocco a Taranto, è asciutto. È secco. Voi vi sistemerete e in 20 secondi – ripeto: VENTI SECONDI – all’aria aperta, in testa avrete un nido di quaglia. Basta accettarlo. Potete essere sexy a Milano. In Asia, no.

frizz

8. Oltre alla melatonina per riprendervi dal jet-lag (e comunque le prime 48 ore saranno dure, sappiatelo), dovete comprare subito, se non lo portate con voi, un colluttorio. Perché digerire il cibo asiatico è impegnativo. E non vorrete appestare il vostro prossimo con la fiatella che vi verrà. Specie se prevedete di limonare con qualcuno (tipo se andate con il vostro partner)

9. Eravate bravi in inglese a scuola? Eravate i più bravi della classe? All’università avete avuto un bel voto all’esame? Ottimo. Non serve a un cazzo. Ma non solo come quando andate a Londra o in America, che vi accorgete che non capite un cazzo, allora dire “sorri chen iu ripit slouli plis” e quelli ripetono come se parlassero con un handicappato, e tu capisci. No. In Asia parlano un inglese assai creativo, quindi voi potete chiedere di ripetere, e ripeteranno, e non capirete, e ripeteranno, e non capirete. Non sarà sempre così, ovviamente. A volte vi intenderete facilmente. Ma sappiate che non sarà sempre semplice, ANZI. Non sentitevi frustrati. Date la colpa alla loro pronunciation, non alla vostra comprehension.

10. Fumare non è più di moda, lo sappiamo. È un vizio stupido, nocivo, dispendioso, inutile. Siamo tutti d’accordo. Ogni pacchetto che consumi la tua aspettativa di vita si riduce, mentre inizia a crescere il tuo gusto per l’horror con le fotografie che adesso ci sono sui pacchetti. È vero, noi fumatori siamo stupidi e colpevoli. Tuttavia, state molto attenti quando fumate all’estero, che è vietato. Vietato ovunque. Vitato all’ARIA APERTA. Vietato fuori dai ristoranti e dai cocktail bar. VIETATO SUI ROOFTOP. Che se ti beccano che butti una cicca a terra ti fanno una multa che è quanto una tua mensilità. E quando lo farete, fumare tutti stipati come ratti nelle aree delimitate, e i passanti vi guarderanno come se vi steste bucando in mezzo alla strada, ecco che capirete di essere davvero molto lontani da casa.

Nella prossima puntata entriamo nel vivo del sud-est asiatico occidentalizzato.

E poi sì, ho ancora pending il resoconto sulla Sicilia. Che prima o poi scriverò!

A presto,

spero

S.

 

 

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7 thoughts on “10 Consigli Reali per un Lungo Viaggio

  1. Pingback: 10 Real TIPS for a long TRIP | One day I will be a Travel Blogger

  2. Io di viaggi intercontinentali ne ho fatti due, ma è passato un po’ di tempo. tuttavia vedo che non è cambiato nulla. Almeno ho avuto la fortuna di non soffrire della “Venganca de Montezuma” dove alla fine della vacanza ti regalano il cesso con cui hai stretto rapporti intimi.
    Ho scoperto che ai Caraibi, per quanto tu possa avere un buon DNA e una carnagione da terrone verace, anche se sei ti sei abbronzato bene, dopo quindici giorni rischi di ustionarti ugualmente. A me è bastata mezza giornata su un catamarano. Ho dovuto farmi impacchi di linfa di Aloe Vera quando in Italia non era ancora conosciuta bene. Quell’anno l’abbronzatura mi è durata fino a Natale.
    Bel blog anche questo.
    Alessandro 🙂

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    • vedi? certe cose le impari solo passandoci!
      quando andrò ai caraibi mi ricorderò del tuo commento e porterò con me protezione 50 schermo totale, protezione per la faccia e anche per le labbra! 🙂
      così, sempre per viaggiare leggeri leggeri (questo blog è improvvisato, ma magari con costanza, anche se con aggiornamenti molto più diradati, può crescere e può consentirmi di raggiungere il mio reale obiettivo: viaggiare gratis :))

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  3. carissima
    urge consulto sul tema valigia. io reduce da 10 gg di Thailandia con solo bagaglio a mano, sono riuscita a non usare un paio di vestiti e altre inutili amenità. il trucco è: non aggiungere cinque minuti prima di uscire di casa per andare in aeroporto quella cosa che ti servirà assolutamente.
    perché. non. ti. servirà.
    consiglio fondamentale: l’olio di cocco usato come collutorio (e come olio post doccia) risolve ogni problema di fiatella. giuro. 5-6 minuti di risciacquo con un cucchiaino di olio di cocco (ogni mattina appena svegliata) eliminano qualunque problema.

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  4. ciao vagina, anch’io appena ritornata da un viaggio in thailandia: i miei capelli ricci, sembravano quelli di “doc” di ritorno al futuro: ingestibili e inguardabili.
    e comunque guardo sempre in aeroporto le ragazze in jeans e tacco: ma come fanno?.
    io ormai ho imparato: leggins neri anche un pò morbidini perchè ci si gonfia veramente, sneakers che poi sostituisco con le pantofoline. e nell’ultimo viaggio ho infine indossato le calze a 70 denari della farmacia. bruttissime ma mi son tornate utili. certo rimetterle a bankog per il viggio di ritorno con il caldo umido non è stato facile ma insomma.
    auguri per il nuovo blog- roberta

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    • grazieeeee, grazie di confermarmi che non sono l’unica e che certi terribili fenomeni di espansione del corpo non sono successi solo a me 🙂
      ma quando mi parli di calze della farmacia, intendi quelle anti-trombo? 🙂
      è comunque un ottimo suggerimento secondo me 🙂
      solidarietà per i capelli. IO TI CAPISCO.
      baci!

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